日曜日, 5月 07, 2017

Porcile 演劇版『豚小屋』パゾリーニ とスピノザ


Teatro. Vol. 2 - Pasolini, Pier Paolo - Ebook - PDF con DRM | IBS

https://www.ibs.it/teatro-vol-2-ebook-pier-paolo-pasolini/e/9788811139997

パゾリーニ豚小屋(演劇版)戯曲第10幕、スピノザと主人公ジュリアンがエチカを引用する。
映画版にはない。
2011年日本語版公演でも公開練習ではあったそうだが本番ではカットされてしまった。
スピノザの夢と名付けられたこの場面を読むとパゾリーニがスピノザを読み込んでいたことが
わかる。教育的効果を狙ったのだろうか?
引用は第1部定義8と第4部定理2の二箇所。

最初は[スピノザが述べ]、[主人公ジュリアンが残りを述べる。]
次は[主人公ジュリアンが定理を述べ]、[スピノザがその証明を補足する。]

 1:定義 永遠性とは、存在が永遠なるものの定義のみから必然的に出てくると考えられる限り
存在そのもののことと解する

 4:定理二 我々は、他の物なしに自分自身だけで考えられることができないような自然の
一部分である限りにおいて働きを受ける。
 証明 我々がその部分的原因にすぎないようなあることが我々の中に生ずる場合第三部
定義二により)、[言いかえれば(第三部定義一により)我々の本性の法則のみからは導き出
されえないようなあることが我々の中に生ずる場合、]我々は働きを受けると言われる。[ゆえ
に我々は、他の物なしに自分自身だけで考えられることができないような自然の一部である
限りにおいて働きを受ける。Q・E・D・]

以下の論考に詳しい。
 Spinoza in Pasolini's Porcile Manuele Gragnolati and Christoph FE ...(Adobe PDF) 

 
ù 


JULIAN

Lei è il nuovo dottore?


SPINOZA

No. io sono Spinoza.


JULIAN

Chi?


SPINOZA

Spinoza!


JULIAN

Qui, nel porcile?


SPINOZA

Sì, qui con te nel porcile.


JULIAN

Ma come...


SPINOZA

Certo, resta da stabilire qual è il vero porcile:

tuttavia, dal salone e dal giardino

dove si celebra la Festa della Fusione,

io ti ho seguito, mentre te la squagliavi,

e sei venuto qui, nel porcile dei porci.

96


JULIAN

E perché... Mi hai seguito?


SPINOZA

Ti seguo da tanto tempo, giovane Julian!

E ciò, a dire il vero, è strano

perché tu non sei Jaring Jelles, né Simon de Vries,

né Peter Balling e tantomeno sei Koerbagh,

condannato al carcere per eresia e in carcere morto.


JULIAN

No. Io non sono nessuno di tutti questi tuoi eroici scolari.


SPINOZA

Venticinque anni! Alla tua età io commerciavo in frutta.

Era il 1656 o '57. Sento ancora l'odore delle arance

che si coglievano in Spagna e ad Amsterdam si sbucciavano.

Eravamo una famiglia borghese ; e, ai prodotti

della natura, facevamo compiere un ciclo sociale

perché fossero consumati da bocche olandesi

anziché spagnole, e aumentasse cosi il loro valore.

Tutto incominciava. Franciscus van den Ende,

ex gesuita mi insegnò il latino,

per cui divenni libertino. Non è cambiato niente,

lo vedi : come gli amici di Ida,

io, ragazzo, mi schierai contro I vecchi.


JULIAN

Tu forse vuoi rimproverarmi?


SPINOZA

Oh no! Oh no! Perché «io lascio ciascuno

vivere secondo la sua complessione, e ammetto

che chi lo vuole muoia, per ciò ch'egli crede suo bene,

dato che ho permesso a me stesso

97








di vivere per la libertà». Ciò io scrissi - molto 

più tardi, è vero - una decina d'anni dopo, quando

mi era più facile essere saggio. Non ti rimprovero.

Se ti racconto qualcosa della mia vita, è solo

perché assomiglia un po'alla tua.


JULIAN

Che la tua vita assomigli. Non assomigli alla mia,

non ha più per me - e tu Io sai - alcuna importanza.


SPINOZA

Lo so. Sto parlandoti solo per dimostrarti

come io sia...la persona meno adatta a essere qui

accanto a te, in questo supremo momento.


JULIAN

Vuoi dire che io avrei avuto piuttosto bisogno di un confessore? È cosi?


SPINOZA

Infatti. Invece, pensa!,

quando avevo la tua età, le mie opinioni

erano rigidamente eretiche! La Sinagoga

mi offerse molto denaro, perché tacessi

e la mia eresia non desse scandalo. Non accettai.

Un marrano, in nome della Cabala, tentò di ammazzarmi.

Il vecchio Isaak Aboab, mi maledisse

dall'alto del suo pulpito. Quanto soffrii!

Si crede che I rivoluzionari siano sempre forti

e che quindi non soffrano, come se I dolori

e le vergogne che essi si sono cercati, fossero

per essi scontati e naturali...


JULIAN

Ma perché dici questo?


98

 

SPINOZA

Beh, un'abiura (contro il conformismo dei padri

padroni di tonnellate di arance), un tentativo

di corruzione (inscenare una finta integrazione

del figlio ribelle), l'eresia del figlio - lo scandalo -

la persecuzione. Siamo nel 1667 o nel 1967?


JULIAN

Tu, però, sei stato un eroe.


SPINOZA

Ma tu sai che bisogna esserlo, e in che modo.


JULIAN

Non è Io stesso.


SPINOZA

Bene, se proprio vuoi sentire da me parole di condanna,

te le dirò ma non per condannarti,

bensì per dirti su che realtà diversa

si fondi la ragione per cui proprio io sono qui.

Un intero capitolo della mia «Etica», giovane Julian,

si intitola : «La schiavitù umana, ossia...

le forze degli affetti». Non c'è dubbio è un affetto

che ti attrae tra questi porci, e quindi ne sei schiavo.

Chi fa ciò, «benché veda il meglio, è costretto,

tuttavia, a seguire il peggio», dicevo.


JULIAN

Mai affetto fu più forte di questo che mi attrae tra questi porci.


SPINOZA

La tua protervia non contraddice Ia tua incertezza

«esse non sono contrarie per natura, ma per accidente»!

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JULIAN

Dunque, se in qualche modo mi condanni, perché sei qui?


SPINOZA

Aspetta, voglio aggiungere ancora... una «Dimostrazione»

all'assurdità del mio essere qui. Ho concluso

la mia «Etica» con un capitolo, giovane protervo Julian,

il cui titolo suona, per analogia al precedente,

«La potenza dell'intelletto,

ossia la libertà umana». Un inno alla Ragione - 

non lontana dall'idea che ne aveva Cartesio.

Te I'ho detto : la mia era già una perfetta famiglia borghese!

E inoltre nel mio «Tractatus politicus», il succo

è che «solo nella Città l'uomo può essere

razionale e libero». Dovrei dunque esser qui per dirti

«Liberati della schiavitù degli affetti, Julian,

per mezzo della ragione: e quindi torna tra gli uomini,

se vuoi essere un uomo!». E aggiungerei : «Va laggiù,

nel luogo dove il cocktail della Fusione infuria:

 là ti aspetta il compromesso, sì, ma anche la libertà

dell'eresia e della rivoluzione».


JULIAN

Perché dunque non mi dici questo (che del resto so)?


SPINOZA

Forse tu non Io ricordi : ma prima di smettere del tutto

di leggere, e lasciarti assorbire dal silenzio

e da un'esperienza ripetuta, ripetuta

come I canti liturgici ー tu hai letto ー o meglio

hai cominciato a leggere ー un ultimo libro

che fu la mia «Etica», appunto.

Ne hai letto solo poche pagine, che riguardano Dio.


JULIAN

Lo ricordo appena.


100

SPINOZA

«Per eternità intendo la stessa esistenza... »


JULIAN

«... In quanto si concepisce seguire necessariamente

dalla sola definizione della cosa eterna... »

Sì : ti avevo imparato a memoria perché non ti capivo.


SPINOZA

Strana contraddizione in questo ebreo quarantenne!

Spiegare Dio con la Ragione: voglio dire,

con la Ragione che era già scientifica - e borghese!

Dio era, già, un vecchio problema ; e quella Ragione

non trovava dunque ancora un nuovo oggetto su cui parlare?

Io sono morto giovane, Julian, a soli quarantacinque anni.

Ma sono, in compenso, duecentonovanta anni che sono morto.

Se dunque aggiungiamo la mia esperienza alla tua

(che non hai voluto fare, ma hai fatto malgrado te stesso)

siamo, insieme, di una vecchiaia veramente maestosa:

abbiamo, cioè, l'età stessa della nostra Epoca.

Ma per un'Epoca, tre secoli non son poi molti

essa è dunque in realtà nel fiore della gioventù

(ha più, molto più, la tua età che la mia).

La decisione che tu ora prendi è dunque la decisione

che potrebbe prendere questa intera nostra giovane Epoca...


JULIAN

Ma io non prendo nessun & decisione...


SPINOZA

L'hai presa, invece. E da tempo. Cosa significa

essere stati per tre mesi senza parlare, senza mangiare,

senza dormire, senza sognare, senza morire?


JULIAN

Eh! Forse sparire.

101





SPINOZA

Ricordi I'«Etica»?

«Noi in tanto patiamo, in quanto siamo

una parte della natura che non pub essere concepita

per sé, senza le altre... »


JULIAN

«Si dice che patiamo, quando in noi sorge qualcosa,

di cui non siamo se non causa parziale... » Va bene!


SPINOZA

Io, primo filosofo della Ragione (poiché Cartesio

già ne era condizionato) dovrei dirti : «Parla, mangia,

sta sveglio, lavora, agisci, non sparire».

Ma I'oggetto della mia ragione era Dio.

Non posso pretendere che tu viva per fame di verità.

Dunque muori, se questo ti fa piacere, esci dal mondo.


JULIAN

Dal mondo del Sig. Herdhitze e del Sig. Klotz?


SPINOZA

Dal mondo del Sig. Herdhitze e del Sig. Klotz, e del loro

[contrario


JULIAN

Io ero già fuori dall'intrigo di questo contrario.


SPINOZA

Ma senza esserci mai entrato veramente.


JULIAN

Ci saranno certo state delle buone ragioni.


SPINOZA

Si, la previsione di ciò che saresti stato oggi,

in questo porcile dove sei venuto tutti i giorni

e dove hai perso dunque, come in una masturbazione

o in un raptus mistico, i rapporti col mondo.


JULIAN

Bene. E a cosa mi porta dunque, ciò, oltre

che verso la perdita della Ragione?


SPINOZA

A quella che tu ritieni la tua felicità.


JULIAN

Si, infatti io sono l'uomo più felice della terra!


SPINOZA

Appunto in quanto tu sei felice tu sei.

Col tuo essere tu ti esprimi.

Chiama come vuoi quel tuo modo di comunicare

che tuo padre chiama «né obbedire né disobbedire»:

fatto sta che per esempio molti santi hanno predicato

senza dire una sola parola-col silenzio,

con l'azione, con il sangue, con la morte.

Ah, non si tratta certo di discorsi

che possano essere definiti razionali.

A testimoniare questa forma di linguaggio

che nessuna Ragione può spiegare, neanche

contraddicendosi, tu sei stato chiamato.


JULIAN

Non voglio essere ridotto a cavia neanche della tua «Etica».



SPINOZA

Julian, non hai capito? Sono qui per abiurare la.

Essa non è stata che un libro - come il «Don Chisciotte»

come la «Monadologia» o come i «Principia mathematica»:

libri sublimi, se vuoi eppure opere

nate da un mondo che avrebbe prodotto, alla fine,

il tuo padre umanista e il suo socio tecnocrate.

Anzi, quelle opere non hanno fatto altro

che dar gloria a loro; avallare la loro storia.

È vero la Ragione (loro) mi è servita a spiegare Dio.

Ma una volta che, spiegato Dio, la Ragione

ha esaurito il suo compito, deve negarsi:

non deve restare che Dio, nient'altro che Dio.

Se mi sono soffermato su alcuni punti, cari al vecchio Spinoza, è per farti capire quanto abbia ragione il nuovo, e quanto esso in te ami la sola, la pura presenza di un Dio che non consola.







spinoza ethica 1:d8

[Per  eternità  intendo  la  stessa  esistenza  …],  and  Julian  fills  in  the  rest:  “… insofar  as  it  is  conceived  as  necessarily  following  solely  from  the  definition  of  an  eternal 

thing”  [in  quanto  si  concepisce  seguire  necessariamente  /  dalla  sola  definizione  della  cosa eterna].  

VIII. By eternity, I mean existence itself, in so far as it is conceived necessarily to follow solely from the definition of that which is eternal.

  永遠性とは、存在が永遠なるものの定義のみから必然的に出てくると考えられる限り存在そのもののことと解する

____
spinoza ethica 4:p2
  [Noi  in  tanto  patiamo,  in  quanto  siamo  /  una parte  della  natura  che  non  può  essere  concepita  /  per  sé,  senza  le  altre], 
  [Si  dice  che  patiamo,  quando  in  noi  sorge  qualcosa, /  di  cui  non  siamo  che  causa  parziale]

The Ethics: Part IV: Of Human Bondage, or the Strength of the Emotions

http://www.sacred-texts.com/phi/spinoza/ethics/eth04.htm
PROP. II. We are only passive, in so far as we are apart of Nature, which cannot be conceived by itself without other parts.
 Proof.—We are said to be passive, when something arises in us, whereof we are only a partial cause (III. Def. ii.), that is (III. Def. i.), [something which cannot be deduced solely from the laws of our nature. We are passive therefore, in so far as we are a part of Nature, which cannot be conceived by itself without other parts. Q.E.D.]

 4:定理二 我々は、他の物なしに自分自身だけで考えられることができないような自然の一部分である限りにおいて働きを受ける。
 証明 我々がその部分的原因にすぎないようなあることが我々の中に生ずる場合第三部定義二により)、[言いかえれば(第三部定義一により)我々の本性の法則のみからは導き出されえないようなあることが我々の中に生ずる場合、]我々は働きを受けると言われる。[ゆえに我々は、他の物なしに自分自身だけで考えられることができないような自然の一部である限りにおいて働きを受ける。Q・E・D・]



101

«Per eternità intendo la stessa esistenza... /... In quanto si concepisce seguire necessariamente

dalla sola definizione della cosa eterna... »

Sì : ti avevo imparato a memoria perché non ti capivo.


SPINOZA

Ricordi I'«Etica»?

«Noi in tanto patiamo, in quanto siamo

una parte della natura che non pub essere concepita

per sé, senza le altre... »


JULIAN

«Si dice che patiamo, quando in noi sorge qualcosa,

di cui non siamo se non causa parziale... » Va bene!



«Noi in tanto patiamo, in quanto siamo

una parte della natura che non pub essere concepita

per sé, senza le altre... Si dice che patiamo, quando in noi sorge qualcosa,

di cui non siamo se non causa parziale... » 




Spinoza in Pasolini's Porcile Manuele Gragnolati and Christoph FE ...

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Spinoza  reminds  Julian  that  the  last  book  he  read  before  letting  himself  become absorbed  by  his  repetitive  experience  in  the  pigsty  –  repeated,  he  says,  like  liturgical  songs –  was  precisely  Spinoza’s  Ethics,  but  –  interestingly  –  not  the  last  parts  “Of  Human Bondage”  and  “Of  the  Power  of  Intellect,  or  on  Human  Freedom,”  but  the  first  few pages  on  God.  Spinoza  starts  quoting  the  eighth  definition:  “By  eternity  I  mean  existence itself  …”  [Per  eternità  intendo  la  stessa  esistenza  …],  and  Julian  fills  in  the  rest:  “… insofar  as  it  is  conceived  as  necessarily  following  solely  from  the  definition  of  an  eternal 

thing”  [in  quanto  si  concepisce  seguire  necessariamente  /  dalla  sola  definizione  della  cosa eterna].  Julian  remarks  that  he  learned  Spinoza’s  Ethics  by  heart  because  he  did  not understand  it.  As  Spinoza  makes  no  further  attempt  to  explain  the  passage,  the  point  in quoting  it  seems  to  be  to  suggest  that  Julian  was  somehow  encouraged  to  abandon himself  to  his  affects  by  Spinoza’s  Ethics  itself  –  perhaps  by  the  themes  of  the  first  pages dealing  with  God,  existence,  and  eternity,  perhaps  by  the  rationalist  approach  of conceiving  existence  as  necessarily  following  from  definition,  or  perhaps  merely  by  the repetition  involved  in  the  process  of  memorization  that  may  well  resemble  that  of liturgical  songs  or  of  Julian’s  experience  in  the  pigsty.   


1定義

  永遠性とは、存在が永遠なるものの定義のみから必然的に出てくると考えられる限り、存在そのもののことと解する。




... patiamo, in quanto siamo / una parte della natura che non può essere concepita / per sésenza le altre], and Julian ... which we are only the partial cause” [Si dice che patiamoquando in noi sorge qualcosa,. / di cui non siamo che causa ...


Spinoza  goes  on  to  recall  his  definition  of  passivity  at  the  beginning  of  the  fourth  part “Of  Human  Bondage”:  “We  are  passive  insofar  as  we  are  a  part  of  Nature  which  cannot be  conceived  independently  of  other  parts”  [Noi  in  tanto  patiamo,  in  quanto  siamo  /  una parte  della  natura  che  non  può  essere  concepita  /  per  sé,  senza  le  altre],  and  Julian responds  with  an  almost  identical  formulation  from  the  third  part  “Of  the  Origin  and Nature  of  the  Affects:”14  “we  are  said  to  be  passive  when  something  emerges  in  us,  of which  we  are  only  the  partial  cause”  [Si  dice  che  patiamo,  quando  in  noi  sorge  qualcosa, /  di  cui  non  siamo  che  causa  parziale].  Adding  “Alright!”  [Va  bene!],  he  signals  that  this definition  does  not  yet  entail  much,  and  its  application  to  Julian’s  disappearing  indeed proves  to  be  ambiguous. 




 11  Baruch  Spinoza,  “Letter  30:  To  the  noble  and  learned  Henry  Oldenburg,”  in  Complete Works,  trans.  by  Samuel  Shirley  (Indianapolis,  IN:  Hackett,  2002),  p.  844.

 12  A  Spinoza  Reader:  The  Ethics  and  Other  Works,  ed.  by  Edwin  Curley  (Princeton:  Princeton University  Press,  1994),  p.  197. 

13  Ibid.,  p.  244. 

14  Spinoza  Reader,  p.  152. 

15  Spinoza  is  notoriously  known  fo





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